mercoledì 13 ottobre 2010

Utopia
Postato alle 12:33 di giovedì, 08 luglio 2010


  04.06.2010

La notte mi fa sempre più paura. La solitudine che sopraggiunge e mi
avvolge. Il calore che manca, quell'abbraccio che riproduco illudendomi
che basti. La carezza sul viso di un bambino che forse non nascerà ma
che mi manca terribilmente. I pensieri neri che lottano per vincere
quelli bianchi, un pò forzati, di speranza. Vorrei un dialogo sincero.
Vorrei dare il mio amore a qualcuno, vorrei trovare qualcuno con cui
condividere il mio sentire. La vita è sempre così veloce, soddisfacente
sì, ma spesso vuota di profondità. Ed io ho così paura di mettermi in
gioco...
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Postato alle 12:33 di giovedì, 08 luglio 2010



  04.06.2010

Bel pranzo con gli amici, nonostante la giornata fosse cominciata
davvero male (sono uscita di casa senza borsa, ho trovato una
scorciatoia chiusa per lavori e ho aperto studio con un'ora di
ritardo!!!) è andata via via migliorando... Un signore di gran
gentilezza mi ha sistemato alcuni lavori in studio, spero di poterlo
presto contraccambiare e poi lavoro lavoro lavoro... tanto lavoro che mi
rende impossibile pensare ad altro. Ed è questo quello che cerco, odio
la notte, che fuori è già calata e che mi inghiotte. La odio perchè mi
costringe a sentire il vuoto che durante al giorno non avverto per
eccesso di attività. Vorrei che fosse sempre e solo giorno, sempre e
solo giorno, sempre e solo giorno nella mia vita.
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Postato alle 12:32 di giovedì, 08 luglio 2010



  04.06.2010

Non puoi continuare a
lamentarti che "i ragazzi sono pazzi" se poi dai la tua attenzione solo a
quelli che danno chiari segni di schizofrenia e sdoppiamento della
personalità. Ok, gli altri sono noiosi, ma una via di mezzo no eh? E poi
delusione, tutte quelle attenzioni erano solo sesso e te ne sei accorta
solo ora, per fortuna non eri presa a nessun livello... Tristezza... In
tutto ciò dov'è la profondità?

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Postato alle 12:31 di giovedì, 08 luglio 2010
 
scritto il 04.06.2010
Penso che la notte dovrei andare a dormire presto ma, con la scusa del
lavoro, tiro sempre fino all'1. E lavoro sì, ma alla fine mi ritrovo
sempre a fare i conti con me stessa e a vagare cercando qualcosa che
attragga la mia attenzione. Non ne trovo dal lontano novembre 2004. [...]
E sono passati 5 anni, senza che il cuore abbia più fatto una capriola
vera, se non per il dolore di qualche buio momento trascorso. Sono
ancora in piedi, ma ho smarrito la mia strada di donna. Sono sempre più
uomo, in tutto ciò che faccio e nel modo in cui lo faccio, salvo poi
avere dentro di me intatto un istinto materno che mi rende fragilissima
di fronte a due occhi di bimbo. So in modo evidente che il problema sono
io, il problema risiede ed è radicato in me ma mi concedo poco tempo
per venirne a capo, anzi diciamo pure che di tempo per vivere non me ne
lascio quasi più. Al momento non so come uscirne ed il mio essere
inavvicinabile di certo non migliora le cose.
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Postato alle 12:30 di giovedì, 08 luglio 2010



  04.06.2010

Continua a cercami, ma io non l'amo, ora come allora. Amo però la mia
famiglia, gli occhi celesti di mio padre, quelli tristi di mia madre. E
sento che lentamente li perdo. E tremo perchè sono sola al mondo.
Incacape di credere nei sogni e terribilmente sola.
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Postato alle 12:30 di giovedì, 08 luglio 2010


  04.06.2010

Cena a casa di amici ieri sera. Lei, adorabile e peperina, lui allo
stesso modo e la gattina, dolcemente capricciosa. Una serenità che non
ricordavo possibile tra uomo e donna. Guardo tutto dall'esterno, come in
un film. Torno a casa guidando da sola nella notte, senza smettere di
pensare. Probabilmente per me è segnato un altro destino.
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Postato alle 12:29 di giovedì, 08 luglio 2010



  04.06.2010

Ho
fatto accoglienza ad uno spettacolo teatrale comico per bambini senza
famiglia... ed io ho pianto per metà del tempo... i bambini sono
decisamente il mio punto debole...

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Postato alle 12:29 di giovedì, 08 luglio 2010



  04.06.2010

Triste. Ribelle. Arrabbiata. Nera. Sola. Soffocata. Chiusa. Svogliata.
Morente. Arresa. Puntigliosa. Permalosa. Assetata, assetata di un'amore
che non voglio. Che mi terrorizza.
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Postato alle 12:28 di giovedì, 08 luglio 2010



  04.06.2010

...il tempo passa ma tu rimani sempre dentro, come un lutto, come il mio
più grande dolore, come il più disastroso errore. Pensiero dolcissimo
ed insano che mi tiene ancora legata e mi costringe a continui ed
insensati confronti, dai quali esci sempre vittorioso. Del resto il tuo è
il nome di un imperatore e come un imperatore tutto continui a
soggiogare...
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Postato alle 12:28 di giovedì, 08 luglio 2010


 
scritto il 04.06.2010
...io non lo so se mi sono innamorata o se ho solo preso una cotta
colossale. So però con estrema certezza che, come al solito, non è la
persona adatta per me. Primo perchè è fidanzato, secondo perchè è un mio
partner lavorativo. [...] Ma sono anni che non conosco qualcuno che incarni
così perfettamente il mio ideale di uomo, non fisicamente, perchè lui in
effetti è un pò troppo esilino rispetto ai miei standard ma
caratterialmente. E così di fronte a lui, ometto spumeggiante, attento,
lungimirante e ironico divento rossa come un'adolescente e mi chiudo a
riccio perchè nulla di quello che provo deve trasparire. Specialmente
ora che i nostri rapporti lavorativi si stanno intensificando di brutto e
ci troviamo sempre più spesso a lavorare fianco a fianco, per sua
volontà e per mia devozione. Quello che mi colpisce, mi emoziona, mi
confonde è il suo essere sempre presente, attento, galante, desideroso
di coinvolgermi nel suo mondo, scherzoso, positivo, intraprendente, il
suo essere simile a me in mille e mille cose, il suo essere sfacciato
nella professione quanto timido nel personale... Mi piace, lo vorrei per
me però allo stesso tempo è un pensiero riprovevole e lo allontano, con
forza, perchè è già di un'altra e in quelle rare volte in cui ne parla
la definisce "meravigliosa". Sono un pò sciocca, lo so, ma certe cose
proprio non si possono governare dentro. Fuori è tutto molto più facile.
Buona domenica a tutti, un abbraccio.

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