venerdì 29 ottobre 2010

"il mio uomo speciale"

E quindi ero innamorata e solo una reazione fuori controllo e feroce me l'ha fatto capire. E quindi ho cercato di dirlo e ho ricevuto un rifiuto, un litigio, lacrime e tanti ti amo, da non fraintendere. E quindi ancora una volta quello che io temevo e profondamente sentivo si è rivelato reale, in barba a tutte le scuse da donna-mamma che avevo cercato di dare fin da allora. E quindi continuo a stupirmi di me, della mia stupidità, della mia ingenuità, del mio essere così illusa. E quindi sono un pò arrabbiata ed un pò delusa per il tempo perduto, per l'energia perduta, per l'amore perduto, per tutti i sacrifici malriposti, per i sogni ad occhi aperti e per un sacco di altre cose che ora mi fa male anche solo nominare. E quindi torna, inesorabile, la paura. Che continuo a sbagliare e sono destinata a farlo per sempre, che non avrò mai una famiglia mia, che non sarò mai in grado di riconoscerlo, "il mio uomo speciale", che mai nessun "uomo speciale" si avvicini a me per il mio essere troppo burbera e all'apparenza sicura di me stessa. Avrei tanto bisogno di un abbraccio invece, di quelli veri, sinceri. Che non abbiano tra le righe nulla di sessuale, nulla di utilitaristico, un abbraccio, anima dentro anima, di quelli che fanno vibrare il mondo, di quelli che fanno dimenticare tutto, di quelli che leniscono ogni ferita. E torno a pensare a lui, il mio unico uomo speciale, quello di tanti anni fa. Con le sue mille imperfezioni, le sue mille ombre, il suo essere spietato e cattivo ma l'unico che è riuscito davvero a farmi sentire donna e femmina, nelle notti ardenti e nei giorni di scoperte e di progetti e desidero qualcuno come lui, il mio porto sicuro stavolta. Un uomo in grado di tenermi in scacco col suo magnetismo ed il suo essere una continua sorpresa, ma anche sincero, pulito, impegnato in un'utopia od in un sogno raggiungibile con lungimiranza, come lo sono io. Mi sento sola nella lotta oggi, sola come mille volte lo sono stata, sola senza appigli, sola che mi viene da piangere a pensarci, sola e senza interessi. E vorrei una casa col giardino sul mare, e vorrei stringere al seno florido e pieno un bambino, il mio bambino, per farlo addormentare e per dargli il mio amore, il mio latte, la mia vita e dare un senso ad un'esistenza in cui giorni e notte si ricorrono, pieno di impegni, di preoccupazioni, di progetti, di amici, di libri, di parole...ma non c'è niente che parli al mio cuore, niente che mi lasci sperare che il mio futuro sia migliore, niente che mi lasci intendere che c'è un amore anche per me. Tutto mi scorre vicino molto velocemente e continuo a sbagliare, sbagliare, sbagliare l'oggetto dei miei desideri, e l'ho fatto ancora. Dio ti prego fammi uscire da questo tunnel, ho troppo da dare perchè rimanga qui dentro ad imputridire.

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